Motivazione ed obiettivi

Quale tipo di motivazione è più efficace, quella intrinseca o quella estrinseca?

Nel post precedente abbiamo visto la differenza tra i due tipi di motivazioni. Potremmo esserci collocati in coloro che sono mossi dall’una o dall’altra. Oppure abbiamo capito che siamo guidati ora da una, ora dall’altra, a seconda delle situazioni.

Approfondendo questo argomento, vediamo come gli studiosi sostengono che a monte delle due tipologie di motivazioni sono individuabili due rispettivi tipi di obiettivi:

  1. di apprendiemento (o di padronanza)
  2. di rendimento (o di riuscita)

Obiettivi di apprendimento

Sono quelli che animano chi è motivato dall’apprendere per puro interesse di ciò che sta imparando e per sviluppare le proprie capacità.

Sono chiamati anche obiettivi di padronanza, infatti, perchè l’interesse di chi nutre questo tipo di obiettivi è indirizzato alle abilità che va acquisendo, alle conoscenze che sta migliorando, anche facendo errori.

Sono obiettivi orientati al compito, l’impegno è quindi ritenuto il modo più efficace per raggiungerli.

Dato che il desiderio è quello di crescere nelle proprie competenze, si cerca di confrontarsi con compiti nuovi e di acquisire nuove conoscenze.

Si attivano in questo modo le conoscenze metacognitive: ci si interroga sul cosa è e sul come va fatto un compito. Si sviluppano quindi facilmente abilità riflessive, di ragionamento.

Crescono così la percezione della propria competenza e l’uso attivo di strategie. Il proprio senso di autoefficacia e dunque di autostima ne giovano.

Obiettivi di rendimento

Chi ha questo come obiettivo primario nutre il desiderio di mostrare le proprie competenze. Sono chiamati anche obiettivi di riuscita.

Si preferisce infatti una valutazione positiva in compiti semplici e si evitano compiti difficili, dove si rischierebbe di fare errori e dunque una votazione negativa.

Si cerca anche di raggiungere votazioni al di sopra degli altri per mostrare la superiorità delle proprie competenze. Si evitano anche per questo le situazioni in cui si potrebbero mostrare abilità inferiori agli altri.
Per questo si è più facilmente preda dell’ansia. Di solito la propria autostima ne risente o è già compromessa.

Si è in questi casi focalizzati su se stessi anzichè sull’oggetto di apprendimento.

Contesto e relazioni

In determinati contesti viene favorita la motivazione strumentale, vengono sostenuti quindi gli obiettivi di rendimento.
Questo succede quando nell’ambiente circostante è valorizzato il risultato piuttosto che il processo che ha portato a quel risultato, le strategie adottate.

Un’insegnante o un genitore che sottolineano i risultati di bambini e ragazzi in termini di votazioni, non fanno che facilitare l’adozione di questo tipo di motivazione allo studio.

E’ vero anche che a seconda dei contenuti di apprendimento possiamo scegliere di di variare i nostri obiettivi: di apprendimento quando siamo più interessati a un determinato argomento, di rendimento quando lo siamo meno.

Il desiderio di approvazione e riconoscimento da parte degli altri è anche parte del naturale processo di costruzione della nostra identità. Esso mostra il nostro desiderio di appartenenza al contesto sociale nel quale siamo immersi.

Rimane in ogni caso importante dare più valore alle strategie adottate e all’impegno nello svolgere un compito, piuttosto che giudicare in modo generico e solo con votazioni. E’ essenziale dare quindi feedback precisi e concentrati sul processo che ha portato a quel determinato risultato.

Obiettivi multipli

Secondo Wentzel¹, l’orientamento alla padronanza è considerato un obiettivo cognitivo, mentre quello alla riuscita è parte di un sistema gerarchico di obiettivi multipli. Cosa significa?
Raggiungo i miei obiettivi cognitivi per avere anche risultati sociali soddisfacenti, il successo accademico ne sarà una conseguenza.

Avere obiettivi multipli, secondo lo studioso sovietico, significa avere flessibilità cognitiva e capacità di coordinazione rendendo così possibile stabilire priorità e raggiunege i nostri obiettivi.

L’interazione sociale nella crescita intellettuale è  fondamentale. Entrambe sono profondamente interrelate. Il confronto con gli altri mette in discussione le mie idee, in questo modo sono portato a rivedere i miei presupposti e a crescere nella conoscenza come nello scambio sociale.

Avere obiettivi multipli sembra dunque la giusta integrazione a cui aspirare per una crescita reale.


¹ Wentzel, K. R. (1999). Social-motivational processes and interpersonal relationships: Implications for understanding motivation at school. Journal of Educational Psychology, 91(1), 76.
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