Strategie per memorizzare di uso comune

Esistono modi che forse già utilizziamo in modo più o meno consapevole per memorizzare contenuti che vogliamo continuare a ricordare. Sono metodi facili e spontanei, il loro uso è abbastanza naturale. Vediamoli nel dettaglio.

Associazioni

Questa è una strategia base, che istintivamente utilizziamo quando ad esempio dobbiamo ricordarci di eventi accaduti in passato, li associamo mentalmente a luoghi o persone dove essi sono avvenuti. Possono dunque essere rappresentati da immagini mentali, ma anche da materiale verbale, se ad esempio utilizziamo numeri o parole per ricordare altrettanti numeri o parole, come nel caso dei numeri di telefono che possiamo “legare” a date di nascita o all’età di nostri conoscenti.
La caratteristica essenziale delle associazioni è il legame che costruiamo tra qualcosa di nuovo che vogliamo memorizzare e qualcosa di già conosciuto.
L’associazione è uno strumento che viene utilizzato ampiamente nelle tecniche mnemoniche (o mnemotecniche), ossia strategie più complesse e artificiose per memorizzaere, che vedremo più avanti.

Categorizzazione

La categorizzazione ci richiede un’abilità maggiore, in relazione all’ambito in cui la applichiamo. Se dobbiamo ricordarci della lista della spesa, la applicheremo ad esempio suddividendo ciò che dobbiamo comprare in categorie, come frutta e verdura, detersivi, etc., oppure secondo l’ordine alfabetico dei prodotti.
Quello che la categorizzazione ci richiede, in ambiti più complessi, è di osservare analiticamente i contenuti per individuarne le caratteristiche comuni, creando poi dei criteri in base ai quali raggrupparli in categorie. E’ un processo induttivo, che richiede uno sforzo maggiore, ma rappresenta una opportunità di personalizzare i contenuti da memorizzare.

Possiamo dire che ogni strategia, per il fatto stesso di richiedere da parte nostra un atteggiamento attivo e non passivo, dunque una elaborazione personale dei contenuti, ci porta già di per sé ad un apprendimento molto più proficuo e duraturo.

Visualizzazione

In questo tipo di strategia usiamo elettivamente il nostro potenziale immaginativo, la nostra capacità di “vedere”, attraverso delle immagini mentali, le informazioni che vogliamo memorizzare. Andiamo qundi a fissarle nella nostra memoria visiva.

Esistono persone che hanno questo canale maggiormente sviluppato di altre. La nostra consapevolezza di come siamo maggiormente orientati, se verso un approccio più visivo o invece più verbale, può aiutarci a dare preferenza a strategie che prediligono l’uno o l’altro mezzo per il nostro apprendimento.

Nel caso della visualizzazione, ovviamente, ci troveremo a potenziare la nostra memoria visiva. E’ una strategia molto semplice,  di immediato utilizzo, sembra anche essere particolarmente efficace e duratura nel tempo. Viene infatti utilizzzata molto nelle mnemotecniche.

Rime

In questo caso abbiamo invece una strategia che usa prevalentemente il canale verbale. Le informazioni vengono memorizzate nelle loro componenti verbali, soprattutto quando rimane difficile collegarle tra loro, per varietà o caratteristiche troppo vaghe. Un esempio accessibile a tutti è la filastrocca utilizzata per ricordare il numero di giorni di ogni mese: “Trenta giorni ha novembre, con april, giugno e settembre…”.

Acronimi

Qui vediamo ancora una strategia verbale, in cui usiamo parole artificiali che a volte possono anche avere un loro proprio significato, ma è difficile crearne di simili, anche se di sicuro ne aumenterebbe il valore mnemonico.
Gli acronimi possono essere costituiti o dalle sole lettere iniziali di ciascuna parola che lo compone, come ad esempio “CHNOPS”, che aiuta a memorizzare gli elementi chimici che compongono i composti organici: C Carbonio, H Idrogeno, N Azoto, O Ossigeno, P Fosforo, S Zolfo.
Possono anhe essere formati dalle sillabe iniziali o da consonanti e vocali variamente scelte, come “PoMATa”, che ci aiuta a ricordare le fasi della mitosi: Profase, Metafase, Anafase, Telofase, per rimanere nell’ambito della biologia.

Acrostici

Quest’ultima è ancora tra quelle strategie che per memorizzare le informazioni ne usano le componenti verbali.
E’ simile all’acronimo, ma se ne differenzia perché si scrive avendo come scopo la formazione di una frase di senso compiuto, come una breve frase o una storia che avrà nelle lettere iniziali i riferimenti al materiale da ricordare.
Un esempio può essere: “Come quando fuori piove”, per ricordare l’ordine di valore dei semi nel gioco del poker: cuori, quadri, fiori, picche. Oppure “W Verdi“, il motto risorgimentale italiano che nascondeva al suo interno quest’altro significato: Viva Vittorio, Emanuele, Re, D’, Italia.

Nel prossimo articolo inizieremo a vedere le tecniche mnemoniche più complesse e meno conosciute.

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