Il cervello, da allenare come uno dei tanti nostri muscoli.

Dominic O’Brian – numerose volte vincitore dei campionati mondiali di memoria – nel suo libro “How to pass exams” (ed. Duncan Publishers Baird, 1995), prima di parlare delle tecniche di memorizzazione, comincia con un’affermazione secondo me molto importante: il grado di eccellenza in un campo, qualunque esso sia, è direttamente proporzionale al grado di aspirazione che si ha. Parliamo di passione irremovibile, di determinazione. Possiamo anche menzionare la volontà o la necessità, ma se non abbiamo desiderio, passione, aspirazione, ad alti livelli, la noia e la fatica nell’applicare una certa tecnica prenderanno il sopravvento e sarà una dura lotta…

La motivazione in tutto questo ha sicuramente un suo posto direttamente collegato: parliamo della motivazione intrinseca, quella mossa da un interesse che potremmo definire finalizzato innanzitutto ad un arricchimento personale, al proprio piacere,  seguendo quindi la propria passione.

L’autore del libro parla di “effetti secondari” delle tecniche di memorizzazione, del tutto inaspettate, ma molto importanti:

  • concentrazione più intensa;
  • maggiore capacità della memoria a lungo termine
  • pensiero più lucido
  • maggiore sicurezza in se stessi
  • capacità di osservazione più oggettiva

Pensiamo a quando cominciamo a fare movimento in modo regolare per riuscire a dimagrire. Vedremo che dopo un certo periodo di allenamento non solo appariremo con una forma migliore nei vestiti che prima ci andavano stretti, ma ci ritroveremo con un corpo più attivo, una circolazione migliore, in generale saremo più in salute. Questo è un esempio di ciò che si intende con effetti secondari, come quando ci sperimentiamo nell’esercitare la memoria in modo sistematico.

Il nostro cervello è esattamente come un muscolo, più lo esercitiamo e più brillanti saranno le sue prestazioni, più sarà allenato, più scopriremo effetti indiretti che ci gratificheranno.

Vediamo allora quanto in questo momento è allenato. Potete fare un test che misurerà in modo semplice la vostra capacità di tenere in memoria una lista di parole. Parliamo ovviamente di memoria a breve termine.

Leggete la lista di parole che segue e cercate di memorizzarle in ordine, in non più di 120 secondi:

  1. rubino
  2. cervello
  3. dentifricio
  4. acqua
  5. zebra
  6. porta
  7. gondola
  8. ragazzo
  9. camicia
  10. infermiere
  11. cameriere
  12. sedia
  13. svenimento
  14. tappeto
  15. pianeta
  16. unicorno
  17. quaderno
  18. chitarra
  19. annaffiatoio
  20. ombra

Provate ora a scrivere su di un foglio quelle che riuscite a ricordare, nell’ordine in cui sono elencate.

Contate quante ve ne siete ricordate e verificate il vostro livello:

  • 20: Perfetto!
  • tra 16 e 19: Eccellente
  • tra 11 e 15: Molto bene
  • tra 7 e 10: Bene
  • tra 3 e 6: Mediocre
  • tra 0 e 2: Bevetevi una bevanda zuccherata!

Se non avete applicato un particolare metodo che usa o l’associazione o l’immaginazione, descritte in uno dei post che trovate in questo blog, avrete sicuramente fatto molta fatica, cercando di ripetere ad esempio più volte possibile le varie parole, tentando di trovare una qualche somiglianza tra loro, una cadenza ritmica che vi aiutasse a memorizzarle al meglio.

Se il vostro punteggio è mediocre, provate ad imparare ad applicare uno dei metodi, semplici o più complessi, che potete leggere in questo blog, trarrete vantaggi che vanno anche al di là dell’incremento della vostra memoria.

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